Il contesto storico

settembre 3, 2013 Written by

La via Appia Antica

La via Appia Antica è la strada romana che collegava Roma a Brindisi, il più importante porto per la Grecia e l’Oriente nel mondo antico. I Romani la chiamavano: regina viarum, proprio perché fu la prima strada ad essere costruita con le più innovative tecniche ingegneristiche.

Il percorso iniziale della strada si inserì in quello già esistente che collegava Roma ai Colli Albani, oggi noti come Castelli Romani, ma utilizzando le più innovative tecniche di costruzione fino ad allora sperimentate consentì di realizzare il primo asse stradale artificiale.

appia antica

I lavori per la costruzione iniziarono nel 312 a.C., per volere del censore Appius Claudius Caecus, che fece ristrutturare ed ampliare una strada preesistente. I lavori di costruzione si protrassero fino al 190 a.C., data in cui la via completò il suo percorso fino al porto di Brindisi.

Sulla Via Appia apparvero per la prima volta le pietre miliari.

Fu restaurata ed ampliata durante il governo degli imperatori Augusto, Vespasiano, Traiano, Adriano.

La strada rimase nota nella storia perché quando nel 71 a.C., 6.000 schiavi si ribellarono sotto la guida del celebre Spartaco. Dopo la cattura e la morte dello schiavo, tutti i ribelli vennero a loro volta catturati e crocifissi lungo la strada fino a Pompei.

Dopo la caduta dell’Impero Romano, la strada cadde in disuso per molto tempo, fino a quando Papa Pio VI ordinò il suo restauro e la riportò in attività.

 
 

La Villa dei Quintili

I grandiosi ruderi che incontrerete davanti al cancello della moderna Villa Quintili appartengono al complesso della Villa dei Quintili antica. Si estendono per un’area così vasta che dalla fine del Settecento il luogo fu chiamato “Roma Vecchia“, perché si credeva appartenessero ad una città.

Si tratta invece dei resti della proprietà di due ricchi fratelli, Sesto Quintiliano Condiano e Sesto Quintiliano Valeriano Massimo, notizia che ci è giunta direttamente dalla presenza dei loro nomi impressi sulle fistule di piombo – tubature dell’acqua rinvenute durante gli scavi. Entrambi furono consoli nel 151 d.C..

L’imperatore Commodo, volendosi impadronire delle ricchezze dei due fratelli, nonché di questa lussuosa villa, nel 182 d.C. li fece processare per un’ipotetica congiura e condannare a morte. Confiscati i beni dei Quintili, compresa questa villa, l’imperatore la fece restaurare trasformandola in una vera reggia di campagna.

villa dei quintili

Il complesso monumentale è caratterizzato da:

un grande ninfeo

-un giardino ad ippodromo

-uno stadio

-un nucleo residenziale

-due ambiente termali

In particolare, l’edificio che incontrerete davanti al cancello della Villa moderna è un monumentale ninfeo a due piani – una grande fontana decorativa- formato da un’ampia esedra semicircolare, scandita da nicchie e con al centro una grande fonte.

Il nucleo residenziale della villa era articolato intorno ad un ampio cortile rettangolare, pavimentato con lastre di marmi colorati, così come anche le pareti ed i pavimenti, mentre pitture e stucchi decoravano le volte e la parte superiore degli ambienti.

Tutte le stanze del complesso erano dotate di un vero e proprio sistema di riscaldamento tramite tubi di terracotta, inseriti nelle pareti, all’interno dei quali veniva fatta passare l’aria preriscaldata.

Lo scrittore greco Olimpiodoro scrisse che “la villa conteneva tutto ciò che una città media può avere, compresi un ippodromo, fori, fontane e terme”.

Attualmente la Villa è visitabile; il biglietto dà la possibilità di visitare il casale che ospita il materiale archeologico che è stato rinvenuto tra il 1925 ed il 1929, quando la proprietà apparteneva ai Principi Torlonia e quelli rinvenuti alla fine degli anni Novanta, quando la villa è divenuta proprietà dello Stato.

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